Rikard Sjoblom (Beardfish)

Rikard Sjoblom (Beardfish)

venerdì 16 febbraio 2018

Parafulmini

Apoteosi psicosonora di oltre cinquanta minuti per venti tracce senza soluzione di continuità per i Parafulmini, un duo di "maturi" strumentisti pisani dediti a progetti discografici arditi.
 Il loro primo full lenght dal titolo emblematico "Tenere fuori dalla portata dei bambini" rilasciato da Lizard Records nel Dicembre 2017 è sicuramente tra le più ghiottose proposte che ho avuto la sorte di ascoltare nell'ultimo periodo.
La coppia ben assortita, che suona "musichetta propria"avversando la concezione di tribute e cover band, è composta dal "parafulmine percussore" Marco Bigliazzi: tamburi, piatti & campanacci e dal "parafulmine elettrocordaio" Stefano Masoni: elettrochitarre e basso, ha realizzato un autentico gioellino di disco di PRURF (Progressive Surf) con incursioni simil punkettare, free form, jazzistiche, alternative rock ed etniche. 
Per questa fantasmagorica e Zappiana (nel senso di Frank, uno degli artisti amati dal duo alla stregua di John Zorn, XTC e Wall of Wodoo) impresa si sono fatti aiutare da ospiti di gran lignaggio artistico, definiti " parafulmini onorari", come il mitico Patrizio Fariselli (Area) agli elettrotasti in due tracce: l'ammaliante Stati di alimentazione progressiva  e Pedale ad acqua.Luca Cantasano (Diaframma) e Alfonso Capasso (Aliante) all'elettrobasso, Fabrizio "Tossic Asmagheddon" Bondi:elettrometalchitarra & aggeggi spaventosi, Filippo Brilli:sax basso e al sax baritono Riccardo Zini, divenuto-dopo la pubblicazione del "manufatto sonoro"- parafulmine titolare, imbracciando anche il basso.
Il disco, praticamente tutto strumentale a parte la telefonata nell'intro e un coro di bambini nella title track, di fatto è un concept album che racconta, in immagini sonore (si consiglia di leggere la interessanti liner notes del libretto del cd), la fantascientifica  e "sghemba" storia del Professor Magnifizio, etnologo dello spazio interpretato da Sergio Taglioni guru del missaggio e dell'elettronica scomparso per choc anafilattico a soli 42 anni, e della sua ultima invenzione "i robottini parafulmini". La missione è salvaguardare la metropoli da un arma letale rappresentata da una gigantesca mano di neonato, ci riusciranno o falliranno? se acquisterete il disco lo saprete...
Sito ufficiale: https://parafulmini.wordpress.com
Link utile:
https://www.facebook.com/Parafulmini/photos/pb.674449055930574.-2207520000.1482275368./1283726021669538/?type=3





mercoledì 7 febbraio 2018

Persona

I Persona sono una prog-metal band di Tunisi formatasi nel 2012 grazie al chitarrista Melik Melek Khelifa e alla cantante / pianista Jelena Dobric Khalifa.
Il gruppo ha attraversato diverse fasi e generi musicali, esplorando vari ambiti sempre molto “heavy”,  ricercando un modo di espressione distintivo. Dopo diversi cambiamenti anche di line up, la band ha pubblicato in modo indipendente un album di debutto "Elusive Reflections" nel febbraio 2016 ottenendo riscontri positivi in termini di pubblico. Nel settembre 2017 è uscito il loro secondo full lenght “Metamorphosis”. Il loro sound è caratterizzato da riff pesanti ma anche da effetti synth e orchestrazione classica, con l’intento di creare una eccellente fusione  impreziosita da linee vocali intense e accattivanti di Jelena (classe 1982), serba di nascita ma dal 2011 tunisina d’adozione.  Da sottolineare che la front woman dei Persona , incoraggiata dal padre musicista professionista, ha iniziato a cantare e suonare il piano fin dall'età di 4 anni.
Line up: Jelena Dobric Khalifa: voce e piano. Melik Melek Khelifa: chitarra solistica. Yosri Ouada: chitarra ritmica. Youssef Aouadi: batteria. Walid Bessadok: tastiera e Nesrine Mahbouli: basso.
Sito ufficiale: https://www.persona.tn

Album consigliato:  Elusive Reflections (2016)

domenica 4 febbraio 2018

Ursula Minor

Gli Ursula Minor sono un ensemble composto ai primordi del terzo millennio da immigrati tunisini in Francia. Gli ideatori del progetto sono i due fratelli Omar (basso) e Sami (voce) Aloulou che, in precedenza, militavano nella punk-band Stavka. La coppia è stata ben presto affiancata dal  cugino Ali Aloulou (tastiere, chitarre), dal batterista Selim Zaoui e da un’altro un ex membro degli Stavka ossia Moshen Ben Shaikh (chitarra, programmazione).
Dopo una serie di cambiamenti di strumentisti, con punti fermi i tre Aloulou, la band è riuscita a rilasciare il loro primo (e unico) disco nel 2007 dal titolo Andalib Sukut (Fable d’omerta Bucco). Il lavoro, che è in pratica un unico brano continuato di 32 minuti e 46 secondi diviso in sei capitoli, doveva rappresentare il primo atto di una trilogia. Il breve album racchiude un'esperienza di ascolto psyco-space progressivo molto ben articolato, con virate jazzistiche, avant rock e sprizzate canterburiane, ed è un peccato che non ci siano stati seguiti discografici.
Line up: Sami Aloulou: voce, vocoder, percussioni. Ali Aloulou: chitarre. Omar Aloulou: basso. Elly Farhat: organo, pianoforte.
Ospiti: Hatem Bejar: percussioni, tamburino, armonica, darbouka. Mohamed Ben Said: tromba. Pierre Valero: sassofono, percussioni. Nefaa Allam / batteria
Qua in versione live nel 2008


Album consigliato: Andalib Sukut (Fable d’omerta Bucco) (2007)

giovedì 1 febbraio 2018

Vielikan

Considerato un pioniere nella scena prog-metal tunisina, Fedor Souissi Kovalevsky ha creato i Vielikan nel 2002, dapprima con nomi diversi ("Death Awakening", "Ethereal Travel"), poi dal 2008 con il nome attuale.
La band ha rilasciato un solo full lenght autoprodotto nel 2010 dal titolo “A Trapped Way for Wisdom”, un E.P. “Emotional Void” nel 2009 e due singoli “Corpses and Still no Life” nel 2010 e nel 2016 “Everlasting Smile”.
Il loro suono è estremamente “virulento”, un prog death metal che nel lungo tempo può essere poco incisivo e fine a se stesso a parere del curatore di questo blog ma è considerato , soprattutto in patria, un fulgido esempio di arcigne sonorità. 
In Tunisia è un gruppo molto apprezzato e seguito. Le liriche, a detta del leader Souissi, sono interpretabili dando libertà alla dimensione individuale.
Line up: Fedor Souissi: voce, chitarre. Mehdi Aouini: basso. Haythem Ben Attia: batteria e Yassine Boudaya: chitarre


Album consigliato: A Trapped Way for Wisdom (2010)


Myrath

I Myrath (in italiano Eredità) sono originari di Ez-Zahra, città costiera alla periferia di Tunisi, situata a Sud della capitale. Il gruppo si è formato nel 2001 grazie all’intraprendenza giovanile del chitarrista Malek Ben Arbia all’epoca tredicenne!!
Dopo un inizio da cover band dedita al blues, heavy metal e death metal e numerosi cambi di formazione, i Myrath a metà della prima decade del 2000 si sono orientati verso composizioni originali di matrice metal-prog e hanno rilasciato il primo demo autoprodotto dal titolo “Double face” nel Marzo del 2005.
Dopo aver aperto il concerto di Robert Plant nel marzo 2006 nell’ambito del Festival della chitarra mediterranea, la band entra in studio per il loro primo , invero acerbo, full lenght dal titolo “Hope” che vedrà la luce nel 2007 per l’etichetta francese Brennus Music. Dopo l’esordio e un periodo di maturazione artistica, i Myrath hanno pubblicato tre interessanti album: Desert Call (2010), Tales of the Sands (2011) e Legacy (2016).  
Il loro è un Progressive Metal innovativo e pregevole per la ricerca di fondere sonorità più dure ai tappeti musicali un po’ sognanti tipici della musica araba.  Da sottolineare la personalissima vocalità di Zaher Zorgatti, capace di mescolare il Tarab (l’interpretazione musicale del testo) alle melodie occidentali sia nel canto in lingua araba, sia in quella inglese e la sapiente produzione del parigino  Kevin Codfert, tastierista della prog-metal band francese degli Adagio.
Line up attuale: Zaher Zorgatti: voce. Malek Ben Arbia: chitarre. Elyes Bouchoucha: tastiere. Anis Jouini: basso elettrico e Morgan Bethet: batteria.
Sito ufficiale: https://www.myrath.com

Album consigliato: Tales of Sands (2011)


martedì 16 gennaio 2018

Malabriega

Malabriega, parola del Sud della Spagna la cui semantica rappresenta- sia con accezione positiva, sia negativa- la complessità della cooperazione tra individui nel lavorare assieme, è anche il nome di un ensemble di Siviglia.
La band andalusa ha rilasciato un  E. P. nel 2016 dal titolo "La duda" e il 29 Settembre 2017 per la Sacramento Records,  etichetta indipendente spagnola creata nel 2012, il primo full lenght dal titolo "Fiebre", per chi scrive una delle migliori produzioni dello scorso anno. Vedi: http://progressivedelnuovomillennio.blogspot.it/2017/12/top-five-internazionale-2017.html.
Il cantato solenne e molto etnico accompagna un sound delizioso e raffinato ove prog, rock e flamenco si fondono assieme per dare essenza vitale a una prelibata e originale pietanza sonora.
Line up: Juan Castro: voce. Joaquin Sainz: chitarra elettrica. Manuel Soto Noly: chitarra flamenco. Sergio Carmona: basso e alla batteria Raul Gomez.
Link utile: https://malabriega.bandcamp.com/releases
In ascolto il sesto brano del disco: La nana del Dante

Album consigliato: Fiebre (2017)

lunedì 15 gennaio 2018

Maxophone

Un sussulto di piacere, per il melomane progressivo diversamente giovane, è quello di ascoltare un disco d'inediti di un gruppo che negli anni settanta ha fatto la storia, seppur con un solo-bellissimo-album, è il caso dei Maxophone che - a distanza di 42 anni- hanno rilasciato il loro secondo disco in studio dal titolo "La Fabbrica delle Nuvole". 
Per la cronaca la band milanese nel terzo millennio aveva pubblicato il cofanetto From cocoon to butterfly (materiale anni settanta in dvd e cd) e nel 2014 il Live in Tokyo.
Il nuovo album, uscito il 7 Febbraio 2017 per AMS Records, è diviso in nove tracce per tre quarti d'ora di musica impreziosita dai testi del poeta bolognese Roberto Roversi (1923-2012). Nel disco hanno suonato, oltre ai membri originali dell'esordio nei seventies ossia  Alberto Ravasini: voce solista/chitarre/ tastiere Sergio Lattuada tastiere/ voce, Carlo Monti: violino/batteria/ percussioni. Marco Tomasini :chitarra elettrica/ voce e Marco Croci: basso/ voce.
Sito ufficiale: http://www.maxophone.com
In ascolto la quarta traccia ossia la title track "La Fabbrica delle nuvole",  brano strumentale  dell'album intriso di svariati e profumati colori musicali che si avvicinano al "Gigante Gentile...."
Album consigliato: La Fabbrica delle Nuvole